Siamo tornati

Ebbene sì! Ci siamo presi qualche giorno di vacanza, ci siamo rilassati ma siamo tornati. Carichi e pronti per la nuova stagione in arrivo. Anche se l’estate non è ancora finita stiamo già creando per voi un nuovo menù da gustare nel nostro Ristorante. Ci siamo lasciati ispirare dai profumi e dalle colline toscane per creare nuovi piatti che cercheranno di unire la creatività alla tradizione. Ci stiamo lavorando, ancora qualche giorno e sarà tutto pronto. Ma non vi lasciamo a bocca asciutta: per ora potete ancora godervi il nostro menù estivo nel nostro Dehors.

Volete sapere quali sono i piatti forti del nostro menù estivo?

Tartare di Black Angus

Dall’Italia agli Stati Uniti, più precisamente Kansas. La Creekstone Farm ci procura uno dei migliori Black Angus al mondo. Allevamento all’aperto, no antibiotici o altri additivi chimici nella nostra carne. Marezzatura inconfondibile e gusto inimitabile, per una Tartare davvero strepitosa!

Crema di Limoni

I coloratissimi limoni di Sorrento BIO si trasformano in una deliziosa Crema dalla consistenza delicata e dal gusto inimitabile. Un dessert semplice, fresco e irresistibile ma soprattutto GLUTEN FREE. Perfetto per questa calda estate!

E voi cosa aspettate? Venite a provare le nostre deliziose creazioni.

Il Giardino in centro a Bergamo

Vi presentiamo la nostra Estate.

“È riapparsa la donna dagli occhi socchiusi
e dal corpo raccolto
Ogni cosa è riemersa.
Ogni cosa ha ripreso i colori e la vita
allo sguardo raccolto, alla bocca socchiusa.”

Cesare Pavese – Estate

L’estate: il caldo, i temporali che ci lasciano respirare un po’ di aria fresca. L’estate è qui, e noi vogliamo godercela finché c’è. Abbiamo pensato ad un menù leggero, colorato e gustoso: da antipasti freschi a dessert leggeri e dolcificati solo con il miele. Tutto questo da gustare nel nostro Dehors, dove le piante e i fiori incorniceranno il tuo meritato momento di relax. Accomodati nel nostro salottino con divanetti e poltroncine mentre, con un bicchiere di Moscow Mule tra le dita, scegli cosa farti preparare dalla nostra cucina. L’estate è qui, non fartela scappare.

Da Ceretto ai Terroirs: La nostra selezione

L’azienda Leader nelle Langhe ha aperto le porte del suo castello e ci ha guidati, attraverso una attenta selezione, tra le vigne e le cantine Francesi. La suggestiva bellezza del luogo è stata cornice di un evento a colpi di Champagne e Crèmant. La giornata ci ha regalato un sole caldissimo, una luce perfetta per godersi i riflessi abbaglianti del vino nei bicchieri.

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Il percorso è stato attentamente suddiviso come nelle varie fasi della produzione di un buon vino: La sala dei Tini, L’affinamento, La sala Stoccaggio, L’acino, La Fermentazione, Il Magazzino, La sala delle Colonne, Il Prato e ultimo, ma non per importanza, La Cantina dei Golosi. Ad ogni sezione le sue Etichette.

Nel nostro percorso abbiamo attentamente selezionato i Vini da degustare tra i 230 disponibili all’evento. Ho suddiviso la descrizione per Etichette in modo da rendere la lettura più ordinata e scorrevole.

Veuve Ambal

Con un parco vigne di 250 ettari è fra i più grandi proprietari terrieri di Borgogna. La vendemmia viene realizzata rigorosamente a mano, operando così una selezione delle migliori uve direttamente in campo. Con il termine Crèmant un tempo venivano indicati vini prodotti in Champagne ma elaborati in maniera tale da sviluppare meno pressione all’interno della bottiglia (approssimativamente una pressione di 3 atmosfere rispetto a quella riscontrabile negli champagne che in media è 4,5 atmosfere). Oggi la definizione Crèmant viene riservata esclusivamente ai vini elaborati con metodo classico al di fuori della Champagne ma in aree comunque protette da denominazione.

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Propongono dal Grande Cuvèe Brut al Brut Rosè. Decidiamo di degustare il Collection Blanc de Noirs. Si presenta nel bicchiere con un colore pieno e un perlage raffinato, al naso colpisce per la sua gradevolezza e tocchi piacevolmente minerali rendono complesso l’assaggio e sono riconducibili alle caratteristiche dei terreni argilloso-calcarei sui quali sono impiantati i vigneti. Sempre Crèmant sono il Neumeyer Crèmant d’Alsace Brut e il Berthet-Bondet Crèmant du Jura Brut; sorprende quest’ultimo per la sua freschezza e versatilità, sia da accompagnare a pasti importanti sia per aperitivi più delicati.


Delamotte

Una costante crescita qualitativa: questa è la prima delle riflessioni possibili pensando all’universo Delamotte. Le uve, provenienti dalle zone più belle della Cote de Blancs e le lunghe permanenze sui lieviti, ci regalano vini piacevolmente complessi, caratterizzati da un sorso vivo, scattante. Scegliamo, tra le loro proposte, il Rosè. 20% Chardonnay e 80% Pinot Nero, un affinamento di 48 mesi per un Rosè che si fa notare ma non sorprende.

Enlight495E’ il 1988 quando Delamotte si unisce a Salon. Champagne d’eccellenza, in degustazione è presente l’annata 2007. (Salon Cuvèe ‘S’ è un 100% Chardonnay e vive 11 anni di affinamento sui lieviti) Si presenta ed è subito luce accecante, ci abbaglia sprigionando energia e luminosità. Le tonalità dell’oro e del verde si rincorrono, creando nel bicchiere delle dinamiche uniche. Il Perlage è fine, persistente, continuo. Al naso il vino è mutevole passando da note cangianti, aspre e agurmate a sensazioni più fresche. L’analisi gustativa non fa altro che confermare la purezza e la sincerità dell’intento espressivo: il suo carattere minerale, pietroso e il suo rigore unico.

 


Serge Dagueneau

 

Viticoltori da quattro generazioni vantano vigne che arrivano alla veneranda età di 100 anni oltre alla peculiarità del suolo. I vini della famiglia Dagueneau sono classici ed accessibili in ogni loro versione e risultano essere specchio perfetto della denominazione. La Léontine oggi è il vino più importante dell’azienda, nasce da una selezione di uve, raccolte a maturazione ottimale e provenienti dai migliori appezzamenti, vinificate in botti di rovere. 100% Sauvignon Blanc è un vino che ne riassume perfettamente i canoni della varietà, mettendo a disposizione del bicchiere una potenza ed una verve minerale che risultano essere caratteristiche uniche.


Vacheron

Grandi sostenitori del rispetto ambientale sono stati fra i primi a sposare un approccio agricolo diverso (attualmente tutti i 43 ettari vitati di proprietà sono condotti in biodinamica). Il Sancerre è 100% Sauvignon Blanc e passa 6 mesi in affinamento acciaio. Il primo della lista, la loro lavorazione più semplice ma un bianco sorpredente. In opposto alla Loira troviamo l’Alsazia dove l’azienda Gérard Neumeyer produce con certificazione biologia un Riesling e un Gewurztraminer di qualità sorprendente.


Ernest Remy

Di questa azienda incuriosisce la storia; un po’ travagliata e sospesa soprattutto nella seconda metà del ‘900. Riaperta nel 2007 l’azienda viene riportata agli antichi fasti. Proprietaria di 15 ettari nei comuni di Mailly, Verzy e Verzenay vanta una classificazione Grand Cru. Scoperta la composizione del loro Rosè (100% Pinot Nero) decido di gustarmelo tenendo in mente il mio preferito Pouillon Rosè (100% Pinot Nero anch’esso). Il paragone non regge. Nonostante il Grand Cru Rosè de saignee Extra Brut Millesimato sia un ottimo rosè il mio preferito rimane essere Pouillon. E’ comunque degno di nota lo stile aziendale e la cura nella vinificazione caratterizzata da lunghi affinamenti sui lieviti.


Ceretto

Grazie alla particolare posizione geogrtafica, al clima e al ricco sottosuolo che compone le sue colline, le Langhe sono fra le regioni più generose al mondo. La composizione del suolo langarolo deriva dal ritiro del mare Padano, iniziato circa 16 milioni di anni fa. Il substrato è caratterizzato da argille, marne calcaree, marne bluastre, tufo, sabbie e gessi solfiferi. L’alternanza di questi strati fa si che le viti regalino vini d’eccellente finezza, struttura ed eleganza. La grande azienda produce grandi vini: dal Dolcetto d’Alba al Barbaresco. Tra le proposte abbiamo selezionato dei vini molto conosciuti con la quale noi di La Fricca – Il Ristorante ci confrontiamo quotidianamente. Degustiamo il Monsordo Langhe Rosso: Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah, elaborati separatamente, vengono affinati in legno e poi uniti in percentuale differente a seconda dell’annata. Monsordo è un vino dal carattere moderatamente moderno, capace di raccontare le tipicità delle varietà che lo generano e pure fortemente marcato dal terroir di Langa: un vino dai modi internazionali ma dall’accento spiccatamente Piemontese.

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Decidiamo di proseguire con un classico che ci piace tanto, il Barolo Bricco Rocche con denominazione D.O.C.G. La vigna dal quale proviene l’uva di questo Barolo è la più piccola menzione geografica fra quelle delineate dal disciplinare. L’altezza della vigna è perfetta e va dai 350 ai 370 metri sul livello del mare, con esposizione al sole da sud-est a sud-ovest. In assaggio troviamo l’annata 2006, il colore è unico e riconoscibile, olfatto e gusto non fanno altro che confermare; il barolo è uno dei più classici vini Rossi Italiani.

 

 


La congestione di persone non ci permette di continuare la degustazione e le condizioni fisiche dopo circa 30 assaggi sono avverse al proseguimento. Ci godiamo un gelato, seduti sul prato con una vista mozzafiato e un sole intiepidito dall’arrivo della sera. Ci aspetta un lungo viaggio, quello di ritorno, che faremo con qualche nozione in più nella testa e un caos di emozioni nel cuore.

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(E)state con noi

L’estate sta arrivando. Impetuosa, irruente, calda e a tratti insopportabile. Ma quanto è bella l’estate? Le giornate si sono allungate, c’è più tempo per vivere la quotidianità. Godersi un buon Drink in attesa di un delizioso piatto fresco preparato da mani esperte, magari in buona compagnia e, ancor meglio, se all’aperto.

La Fricca – Il Ristorante vi offre tutto questo. Dove? Nel suo Dehors. Uno spazio esterno curato e riservato, un luogo silenzioso dove godersi una serata romantica, una cena tra amici o, perché no, una pausa pranzo 100% estiva dove dimenticarsi di tastiere e scrivanie d’ufficio.

Quindi r(E)state con noi!

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Nei Caveau, il Culatello come l’Oro

02 Aprile 2018 – Polesine Parmense, Azienda Spigaroli

E’ stato un viaggio sensoriale ma sapevamo già dove saremmo approdati. La terra del Culatello di Zibello. Piccolo e altezzoso, il Culatello Spigaroli è ben ancorato alla sua terra d’origine. “E’ l’aroma della nebbia” dicono gli abitanti del posto. Ed è proprio quel clima che dona al Culatello quella tipica morbida consistenza, simile al lardo, quel sapore affumicato e il colore rosso vivo. Da secoli viene messo a stagionare nelle cantine.

Il processo di produzione non è cambiato dai tempi del Medioevo, e non prevede l’utilizzo di tecniche e macchinari moderni ma solo abili gesti tramandati nei secoli: i tagli di carne vengono dapprima strofinati con sale marino, pepe nero, aglio e spumante locale, il Fortana del Taro, per tutta la prima settimana.

Dopodiché i culatelli vengono puliti, messi in vesciche di maiale precedentemente pulite con aceto e infine appesi nelle cantine, a riposare.

A differenza del prosciutto, non sono previsti sistemi di climatizzazione dei locali, se non l’apertura e la chiusura periodica delle finestre della cantina, di modo che i culatelli possano sviluppare quelle muffe naturali responsabili del sapore unico e inconfondibile che solo il Po riesce a garantire.

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Il gusto è sorprendente. Tutte le stagionature 20, 30 e 40 mesi offrono sentori e consistenze diverse. Dal più tenero e giovane con un gusto delicato e speziato al più corposo e anziano, saporito e intenso.

 

E’ stata un esperienza davvero unica, soprattutto se la si vive in buona compagnia.

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Pfitscher

Un esperienza unica quella dedicata a grandi etichette italiane firmata Pfitscher. Parto col descrivere la location, una vista mozzafiato, posizione riservata e lussuosa. Il tutto immerso in un paesaggio tipicamente montano e ricco di vigneti. L’evento era, come già detto, dedicato a molte etichette italiane come Speri, Oddero, Bastianich e per l’appunto Pfitscher.

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Vi descriverò solo poche piccole parentesi di questo grande evento, quelle che mi hanno colpito di più.

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Iniziamo con le bollicine di Bollinger, preferisco il Rosé, lo voglio paragonare al Rosé che amo di più: Pouillon. Uno champagne blend decisamente elegante ma non è sicuramente il pezzo forte della casa Bollinger. Il Brut rappresenta meglio la sua etichetta.

Ci spostiamo, sempre bolle, mi stupiscono quelle di Letrari; doveroso ammettere la loro versatilità per le possibilità di abbinamento.

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Arriviamo a Bastianich (confermo essere una delle etichette più adatte al mio palato e ai miei gusti) bianchi strepitosi e Rossi che sorprendono, dall’ acciaio (Refosco / Schioppettino) ai più grandi Vespa Rosso e il 10 e lode Calabrone.

Giocano in casa, e giocano bene: Pfitscher. Dal Pinot Bianco al Gewurztraminer Rutter Bianchi che non si possono di certo dimenticare. Il Sauvignon Blanc Suxon è decisamente uno dei migliori Sauvignon presenti sul mercato ed è firmato Pfitscher. Un appunto su un Rosso Pfitscher degno di nota: un blend di Merlot, Lagrein e Syrah, creato da loro e con un procedimento di assemblaggio del tutto personalizzato.

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img_0245Passiamo al pezzo forte, Speri. Una cantina conosciuta soprattutto per il Valpolicella Ripasso e probabilmente un po’ meno per il Sant’Urbano, entrambi i vini sono molto interessanti e regalano un abboccato intenso. M’ha sorpreso l’Amarone Speri del 2013, uno dei migliori Rossi presenti all’evento. Ma più di tutti un Amarone Speri del 1997, poco più che maggiorenne, un Amarone strepitoso, quasi commovente.

Si giocano le prime posizioni per i miei gusti il Calabrone Bastianich e l’Amarone Speri 1997. Due ottimi vini dove scegliere diventa più difficile che trovarli.

Pane integrale Li.Co.Li

La nostra Chef Sonia è impegnata nell’impasto del nostro pane Integrale. Utilizziamo solo Lievito Madre in Coltura Liquida (li.co.li) per creare un pane assolutamente salutare e leggero da digerire. Da sempre il nostro Ristorante è alla ricerca della qualità e grazie alla maestria delle nostre Chef i risultati sono sempre impeccabili.

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